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Un viaggio nel mondo

Viaggio in America, Gabriele Signa racconta la sua esperienza

viaggio in america di gabriele

Nome: Gabriele

Cognome: Signa

Età: 22

Tipo di esperienza: Viaggio turistico

“Sono partito con l’intenzione di cercare, di trovare e raggiungere quell’autonomia ed indipendenza che raramente si ottiene stando a casa propria. Intenzione di crescere e maturare in ogni senso. Immettersi in un contesto completamente diverso da quello cui si è abituato, e sapersi ricostruire come si vuole. Non puoi accorgerti di essere veramente cambiato fino a quando non lo dimostri a te stesso con persone nuove. Tendenzialmente coloro con cui condividi la quotidianità non riescono a notare il cambiamento, ti vedono come il solito, come quello di una volta, come quello di sempre. Ma noi siamo uomini, il cambiamento è ineluttabile. Per questo è necessario ripartire da zero qualche volta. Puoi mostrarti come sei al momento, il tuo IO più genuino, più spontaneo. Puoi essere chi vuoi chi tu sia, senza dover essere chi gli altri credono tu sia, senza freni.”

 

L’esperienza di viaggio in giro per l’America di Gabriele

“Sono stato a Boston per una settimana e poi due mesi a San Francisco, ho visitato anche altre città e parti della California come San Josè, Santa Barbara, Santa Monica, Los Angeles ed Hollywood. Fondamentalmente Boston l’ho scelta perché è la città che sognavo da anni, non so perché ma ero innamorato di questa città ancora prima di conoscerla. Desideravo vederla, scoprirla, poi tramite un contatto ad Harvard ho avuto pure la possibilità di esplorare il campus ed i laboratori della facoltà di Medicina, quindi interesse anche “professionale”.
San Francisco invece perché mio fratello ha avuto la possibilità di lavorare per un’azienda lì quindi con la scusa di andarlo a trovare mi sono sistemato anche io lì, anche se alla fine ci siamo visti solo un paio di volte.”

 

Boston

“Boston che purtroppo ho avuto modo di apprezzare per poco tempo.
Si passa dal quartiere turistico sulla baia oceanica al quartiere moderno e lavorativo con i grattacieli ed infinite attività commerciali. Dalla periferia immersa nel bosco di mele al campus universitario. Puoi decidere di esplorare la città seguendo il famoso “Freedom Trail” una guida attraverso i posti più significativi di Boston. Oppure scoprirla da soli. In ogni caso è una città che incanta. Ho avuto modo di passare lì il weekend di Halloween, inutile dire che è un vero spettacolo. E’ uno stile di vita, un mood che coinvolge da i più piccoli ai più anziani. Sono 3 giorni di feste e spettacoli, le strade di riempiono di tante persone in costume e vivere per una sera nei panni di qualche altro. Decisamente non come a Palermo.
Ci sono tante attività da poter fare,  personalmente consiglio di fare assolutamente il Whale Watching, a dir poco emozionante, poco da aggiungere. Il grande acquario coronerà infine l’esperienza marina di Boston.
Le persone sono assolutamente disponibili in tutto. Qualcosa cui non siamo abituati, per più volte con la mappa in mano cercavo di capire dove andare e ogni passante che mi camminava accanto ha provato ad aiutarmi, senza che io dicessi niente. Le persone offrono aiuto senza che esso venga richiesto. I trasporti possono portarti ovunque in pochi minuti, facili da capire e non eccessivamente cari. Ho avuto la fortuna di essere ospitato da una signora con suo marito molto disponibili (con un’iguana come animale domestico), che mi hanno fornito un pass completo per i mezzi, quindi mi sono risparmiato qualche dollaro.
Insomma città funzionante in tutto e per tutto, certo non esiste la perfezione, bisogna pur sempre fare attenzione.”

San Francisco

“San Francisco invece l’ho conosciuta nel profondo. Come città è molto meno sobria di Boston, d’altronde è proprio a SF che i primi movimenti di uguaglianza e di tolleranza si sono mossi. Per meno sobria intendo che le persone possono fare letteralmente quello che vogliono, non ci sarà mai nessuno a giudicarti. Non stupisce infatti vedere signore sulla 70ina sulla metro con gli occhiali a forma di chitarra elettrica, calze a rete, e piume sulla testa. Sono più città e più civiltà che convivono nello stesso terreno.

La prima macro divisione la si può fare osservando 2 principali quartieri di SF:

  1. Fishermans’ Wharf – Il quartiere turistico benestante, che si affaccia sul Golden Gate e sull’isola prigione di Alcatraz.
  2. Tenderloin – Il lato oscuro della città. Se 1 è il paradiso, 2 è l’inferno.

Non esagero a definire il Tenderloin il degrado della città. E’ quel quartiere povero dove tutti i senzatetto (e sono tanti) si incontrano. Tuttavia se non sei predisposto a cercare guai, raramente i guai cercano te. Ciò non toglie che sia decisamente pericoloso, ed è assolutamente sconsigliato aggirarsi lì da soli la sera. Ubriachi e drogati si aggirano come zombie cercando la loro ragione di vita. Ho avuto anche il “piacere” di incontrare una signora che mi voleva offrire la sua mezza pizza per una dose di Crak. Ed un ragazzo che ho conosciuto, in un momento di euforia e rabbia è finito in ospedale con un coltello sulla schiena. Insomma evitare il Tenderloin di notte fino a quando non avete capito come funzionano le cose. L’Apartment in cui risiedevo era purtroppo al centro di questo quartiere, ma a poco a poco ci si riesce a convivere. Era una residenza studentesca, fornitami dalla scuola di inglese che avevo deciso di frequentare. Mi è bastato poco per conoscere qualche persona capace di “addestrarmi” a sopravvivere lì.
La città comunque offre tantissime opportunità, come dicevo ci sono tante città nella città. North Beach è la Little Italy di SF. Mi sentivo a casa camminando per quelle strade, tutti italiani, tutti. E quando la nostalgia di un buon pasto tipicamente italiano ti assale non c’è posto migliore dove andare. Poi ci sono China Town e Japan Town. Sul serio sembrava di cambiare città. Mercati ambulanti come la Vucciria, solo che presentavano solo merci tipiche cinesi / giapponesi. A volte scene un po’ cruente ti si manifestavano: Oche spennate ancora sanguinanti appese per il collo con un gancio esposte in vetrina, insieme a rane ed altri elementi della fauna. Frutti mai visti accumulati in ceste. Dim Sum (ravioli al vapore) in ogni angolo.
E’ presente anche un piccolo quartiere tedesco.”

“Castro è invece il quartiere LGBT per eccellenza. Locali, negozi, appartamenti, insomma tutto a tema LGBT, può risultare stucchevole se eccessivo, ma è comunque una tappa da fare. Da lì sono nati tutti movimenti di parità dei diritti per persone omosessuali, ed è molto importante il Pride che lì viene organizzato.
La città è molto cara, troppo. Complici la Silicon Valley alle porte , ed i mille motivi turistico-culturali che attirano le persone, la vita è difficile per chi non se lo può permettete. I tempi sono frenetici e nessuno ha tempo da perdere, assunzioni e licenziamenti continui fanno sì che in ogni angolo della città ci sia almeno un cartello Hiring (si assume). Trovare lavoro è facile tanto quando lo è perderlo. E’ un’ottimo luogo dove poter farsi i calli ed avere qualche esperienza lavorativa.
A livello turistico si possono veramente fare mille cose. Golden Gate, Alcatraz, la Cable Car sono gli emblemi della città da visitare per forza. Per gli amanti dello sport c’è la possibilità di fare Sky Diving, Surf sulle rive di Ocean Beach (con il brivido di poter incontrare un qualche squalo all’improvviso). Basta affittare una macchina per farsi un giro nei dintorni, e visitare dunque la Valley con tutti i mega-colossi della tecnologia. C’è un centro ricerca della Nasa non molto lontano per gli amanti dello spazio. E non ci si sta niente ad organizzare un week-end in mezzo alla natura selvaggia del parco di Yosemite. Non mancano di certo le cose da fare. Non ci si annoia mai.
Siamo pur sempre in America quindi scordatevi alcol ai minori di 21 anni, e di poter bere al di fuori di luoghi chiusi. Lì però la marijuana è legale, ed ottenibile più facilmente di un pacchetto di fazzoletti (che è a dir poco impossibile da trovare invece).”

I mezzi funzionano e ci sono, ma sono estremamente lenti. Ci si mette più o meno la stessa quantità di tempo a camminare, però per chi conosce la città sa che è un continuo sali scendi molto ripidi. Dopo una settimana si può essere pronti per una maratona per quanto sono diventati forti i vostri polpacci. Tuttavia è estremamente stancante, quindi prendere i mezzi risulta essere la scelta migliore spesso.
Un lato chiaro ed uno scuro insomma. Ma che comunque ti farà innamorare di questo posto.”

Differenze con Palermo

“Differenze con Palermo ce ne sono parecchie. Primo tra tutti il crogiolo di culture e persone, americani, italiani, orientali, latini tutti insieme. E’ affascinante come una città sia riuscita ad integrare tutto questo senza discriminazioni. Libertà di pensiero e di comportamento, nessuno ti punterà il dito contro, né se sei una signora eccentrica vestita in modo peculiare, né se siete due ragazzi o due ragazze che si tengono per mano, né per quale dio veneri o per quello che ti piace fare. Questa libertà è quella che manca un po’ a Palermo, dove ancor pregiudizi e bigottismo regnano.
Comunque sia Boston che SF sono città con un senso civico maggiore di Palermo. Le persone che vi abitano sono consapevoli di quello che hanno e di dove stanno, e che rispettare la propria città significhi rispettare sé stessi.
Palermo ha tante cose da offrire, la Sicilia è bella come pochi posti al mondo, tuttavia non è in grado di valorizzare quello che ha. Va da sé che ci sembra tutto migliore al di fuori.. Non che Boston ha chissà quale valore culturale da offrire, ma compensa in tante cose. La stessa SF. La Palermo è stata forgiata da diverse culture, culture di cui anche noi Palermitani sappiamo poco o non ce ne curiamo. Mentre gli altri curano un ponte rosso ed una prigione abbandonata come fossero tesoro… Bisogna darci una svegliata.”

Cosa porteresti a Palermo di queste cose?

“Decisamente l’apertura mentale che ho incontrato. E le possibilità che la città mette a disposizione.”

Cosa porteresti, invece, da Palermo?

“La base culturale che secondo me un po’ manca. Le tradizioni. La spensieratezza. La calma. In America per quanto possano funzionare bene le cose, il tempo è troppo frenetico.”

Consiglieresti a qualcuno il viaggio che hai fatto?

“Assolutamente sì, sia per i motivi che possono essere estrapolati da soli nel testo di sopra, sia per sperimentare un modo di vivere diverso. Sì per Sperimentare, qualunque cosa in qualsiasi ambito. Sia SF che Boston hanno parecchio da offrire, forse più SF che Boston, però non ho vissuto a Boston come a SF quindi non sarebbe un giudizio equo.”

 

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