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Dicono di Palermo Viaggio, libertà e cultura

Spunti e riflessioni dopo le prime due attività di “Sii Turista della tua città – Palermo”

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Dopo la seconda attività di pulizia che Sii Turista della tua città – Palermo ha organizzato giorno 29 ottobre a Romagnolo, condividiamo alcune riflessioni risalenti al primo incontro coi ragazzi di Sii Turista della tua città – Napoli, creatori dell’intero movimento.

_dsc4015“Esiste una stanchezza che stanchezza non chiamerei.
Quando torni a casa, appagato, che neanche il dolore fisico può avere il suo spazio, perchè l’unica cosa a cui riesci a pensare è proprio quella.
Ecco, io sabato sono tornato a casa in queste condizioni.

Ho vissuto con ansia l’incontro coi napoletani. Non è mai semplice mettere alla prova i propri sogni e rischiare di rendersi conto che quanto si pensava era sbagliato.

Sarà che alla cosa ci tenevo, sarà che da tre anni a questa parte ho basato la mia vita proprio su questo.
Ma lo sapevo, prima o poi questo giorno sarebbe dovuto arrivare, ed era arrivato.

Mi ero ripromesso di essere il più razionale possibile. Evitare di lasciarmi coinvolgere dall’eccessiva sensibilità che spesso mi influenza. Rimanere freddo, impassibile davanti alla loro energia, che essendo meridionale, sarebbe stata sicuramente efficace.
Ed efficace è stata.

Ho trascorso una delle serate più intense della mia vita.
Sentire parlare con l’amore negli occhi una persona è sempre emozionante, poi se lo fa trattando un tema che ti sta a cuore non può che stregarti.

_dsc4078Forse un po’ tutti ci eravamo lasciati condizionare da alcuni dubbi o incertezze. Ma a questo serve il contatto umano, soprattutto serviva in quella sera, in quel contesto e in quel momento.

Rendersi conto che qualcuno ci ha provato e forse ci sta riuscendo. Qualcuno è riuscito a trasformare in fatti quello che tu hai cercato di fare nella tua vita. Qualcuno che come te, ha deciso di prendere una decisione di cuore, quindi romantica, e godendo della felicità che questa gli ha trasmesso.

E’ stato ciò di cui avevamo bisogno per affrontare l’ulteriore prova di quei giorni.
La prima attività di pulizia a Romagnolo.

Per far sì che l’attività sarebbe risultata tutto tranne che una semplice pulizia, era necessario incontrare loro e questo l’ho capito dopo.

Inconsapevolmente, davamo tutti un po’ più peso all’idea prettamente meccanica di  esportare un logo di una associazione in un’altra città. Una sorta di colonizzazione.
_dsc4085Inconsapevolmente, sabato mattina eravamo tutti pronti, con una voglia di fare, emozionante e una voglia di farlo assieme ancora più intensa.

Non è stata una semplice pulizia, è stato altro.
E’ stato conoscere una zona che non avevi mai frequentato fino a quel momento. Conoscerla, e quindi rispettarla. Rispettarla per dargli quella dignità e riappropriarla di quella bellezza che da troppi anni gli hanno tolto.

Eppure, ho fatto tutto questo inconsapevolmente.
Non mi sono mai sentito forzato o obbligato a raccogliere tutti quei rifiuti che abbiamo trovato sulla spiaggia di Romagnolo.
L’ho fatto perchè mi è venuto spontaneo, perchè ho seguito semplicemente il mio istinto.

E sono convinto che sia stato così per tutti e non perchè mi piace convincermi delle cose che penso, ma perchè lo vedevo nei loro occhi, nel loro modo di rapportarsi con me e con gli altri.

_dsc4263Sono tornato a casa per una doccia e non sono mai stato così puntuale.
Dopo due orette, eravamo già seduti tutti sullo stesso tavolo pronti a condividere la soddisfazione di avere portato a termine qualcosa a cui tenevamo particolarmente.

E quei ragazzi che un giorno prima erano per me fonte di ansia,  in quel momento erano diventati dei fratelli. Delle persone che mi hanno aiutato a trasformare la speranza di cambiare la mia città, in fede.

Fede nell’idea che tutto questo possa realmente cambiare.

Non molto lontano da chi 20 anni fa si è addirittura sacrificato per garantirci un po’ di speranza, nell’augurio che diventasse fede.”

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